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> ATTUALITA'Ance, per le costruzioni riviste al rialzo le stime 200408/06/2005 - In uno scenario complessivo di debole sviluppo le costruzioni continuano a dare risultati positivi, dimostrandosi capaci di trainare la produzione di un vasto indotto e di sostenere massicciamente l`occupazione. Si tratta insomma di un vero e proprio salvagente per l`intera economia italiana``. Con queste parole il presidente dell`Ance Claudio De Albertis ha delineato, nella conferenza stampa di presentazione dell`Osservatorio congiunturale sull`industria delle costruzioni - a cui ha partecipato anche il vicepresidente dell`Associazione Claudio Sette - il quadro di sviluppo di un settore che nel 2004 ha fatto registrare, con un incremento pari al +3,1%, il suo sesto anno consecutivo di crescita.
``La positivita` dei risultati dell`indagine rapida condotta presso le nostre imprese associate e degli indicatori settoriali ci hanno fatto rivedere al rialzo le stime di crescita dell`1,3% formulate nell`ottobre scorso - ha dichiarato De Albertis - e questa revisione, peraltro in linea con le valutazioni Istat, e` dovuta principalmente alla forte vivacita` degli investimenti in abitazioni, aumentati l`anno scorso del 4,8%``.
E le previsioni per il 2005 mostrano ancora crescita, seppure meno vivace. Il settore, ha annunciato il presidente dell`Ance, fara` infatti registrare un incremento dell`1,7% in termini reali.
Le costruzioni confermano quindi quel trend positivo che, a partire dal 1999, vede i livelli produttivi del settore crescere sempre piu` rapidamente del prodotto interno lordo. ``Se nel 2004 gli investimenti in costruzioni sono cresciuti infatti del 3,1% rispetto ad un aumento del Pil dell` 1,2%, dal 1999 ad oggi - ha sottolineato il presidente dell`Ance - la produzione del settore e` aumentata complessivamente del 21,1% contro l`8,6% del prodotto interno lordo nazionale``.
Vale la pena di sottolineare, ha continuato De Albertis, che nel solo 2004 gli investimenti nel nostro settore hanno contribuito per il oltre il 22% della crescita del Pil. Un risultato, questo, che e` peraltro solo l`ultimo di un ciclo che, dal 1999 a oggi, ha visto il contributo del settore al Pil raggiungere quota 20%.
Che il settore eserciti un fondamentale ruolo di volano emerge chiaramente anche dall`andamento del mercato del lavoro. ``Nel solo 2004 - ha precisato il presidente dell`Ance - gli occupati nel settore delle costruzioni sono aumentati del 5,2%, a fronte di una crescita complessiva dei livelli occupazionali dello 0,7%: questo significa che piu` della meta` della nuova forza lavoro in Italia e` stata generata dalle costruzioni. In particolare, dei 163.500 nuovi occupati, 91.000 sono stati assorbiti dal nostro settore, che cosi` ha raggiunto la quota di 1.833.000 addetti``.
Anche questo dato risultato non fa che confermare il trend in atto da sei anni: dal 1999 al 2004 gli addetti nell`edilizia sono cresciuti infatti del 22,7%, mentre nell`intero sistema economico la crescita e` stata dell`8,8%.
Non meno importante e` il peso degli occupati nelle costruzioni rispetto a quelli dell`industria e del totale dei settori economici. Gli addetti nell`edilizia nel 2004 rappresentano infatti il 26,7% dell`occupazione industriale e l`8,2% dell`economia. Peso che si fa ancora piu` rilevante nelle regioni del Sud, in cui la percentuale di occupati nelle costruzioni, rispetto all`industria, raggiunge addirittura quota 41,6%.
Per l`anno in corso, come detto, le stime Ance continuano ad essere positive. ``Ancora crescita, quindi - ha detto il presidente dei costruttori - ma rallentata, per effetto di uno sviluppo meno vivace sia dell`edilizia abitativa che delle opere pubbliche``.
La casa, sia come nuove costruzioni che come ristrutturazione, continuera` a svolgere un ruolo di traino dei livelli produttivi del settore (+2,2%) anche se la domanda delle famiglie comincia a mostrare segni di rallentamento. ``Anche sul fronte delle opere pubbliche - ha dichiarato De Albertis - prevediamo un risultato ancora positivo, pari al +1,7%, ma il quadro del comparto resta dominato da una forte incertezza``.
Un`incertezza che si deve soprattutto, come l`Ance ha piu` volte rimarcato, alla riduzione delle risorse per le infrastrutture, che ha raggiunto un livello preoccupante (-14% nel 2005, -16% nel 2004, per un complessivo -30% in soli due anni) e agli effetti del tetto di spesa del 2% imposto alle pubbliche amministrazioni.
``Sebbene ancora non ve ne siano segnali - ha precisato De Albertis - il rischio e` che le pubbliche amministrazioni possano tirare i cordoni della spesa in opere pubbliche non appena esaurito il plafond``.
Ma resta ancora da sciogliere anche un altro nodo finanziario, quello legato alle opere della legge obiettivo. ``Mancano all`appello - ha dichiarato il presidente dei costruttori - 27.207 milioni di euro, e cioe` il 51% del costo complessivo delle 85 opere approvate dal Cipe``.
Oltre a consuntivi e prospettive di mercato, ampio spazio nell`analisi di De Albertis e` stato riservato all`approfondimento del fenomeno dell`immigrazione nel nostro Paese.
``Uno dei fenomeni sociali che maggiormente modifichera` nei prossimi anni la struttura della societa` italiana - ha sottolineato il presidente dei costruttori - e che sta incidendo in misura sempre maggiore anche sul mercato della casa``. Quello che va sottolineato infatti, secondo De Albertis, e` non solo il massiccio aumento dei residenti stranieri (3 milioni a fine 2004, destinati a raggiungere quota 6.500.000 nel giro di vent`anni) ma soprattutto la loro crescente tendenza alla ``stabilizzazione``, per motivi di lavoro o familiari.
Proprio l`inserimento stabile in Italia e` uno dei motivi per i quali nel 2004 si e` avuta una progressiva crescita degli immigrati proprietari di case: da una indagine di Scenari Immobiliari emerge infatti che lo scorso anno gli acquisti di case da parte di cittadini extracomunitari sono stati pari al 12,6% del totale delle compravendite effettuate in Italia, il che vuol dire che circa 110.000 immigrati hanno comprato un`abitazione.
La domanda immobiliare e` quindi di fatto ampliata dall`affacciarsi sul mercato di questi nuovi ``protagonisti``.
Il vicepresidente dell`Ance Claudio Sette ha poi approfondito trend e caratteristiche del mercato del credito, sia alle imprese che alle famiglie. ``La forte diminuzione dei tassi d`interesse che si e` avuta grazie all`adesione del nostro Paese all`Unione monetaria europea e all`introduzione dell`euro - ha spiegato Sette - rappresenta senza dubbio uno dei principali fattori trainanti per la crescita del mercato immobiliare``. La discesa dei tassi ha determinato infatti una vera e propria esplosione dei mutui per l`acquisto di abitazioni. ``I finanziamenti alle famiglie - ha aggiunto il vicepresidente dell`Ance - dal 2000 al 2004 sono cresciuti addirittura del 70%, ovvero a un ritmo medio annuo del 14%. E`aumentato inoltre, di circa il 32%, l`importo medio dei mutui, e si e` allungato il periodo di scadenza, con una netta preferenza per i finanziamenti ventennali``.
Della discesa dei tassi d`interesse hanno beneficiato anche le imprese di costruzioni, per le quali oggi il costo dei mutui si e` attestato intorno al 4,5%.
Tra il 1998 ed il 2004, come ha chiarito Sette, gli impieghi bancari per le imprese di costruzioni sono aumentati del 41,4%, arrivando a 85.303 milioni di euro, vale a dire un tasso di crescita medio annuo del 6%. Contemporaneamente, le sofferenze sono calate del 34%, portando il rapporto sofferenze/impieghi al 10%, e cioe` la meta` rispetto a marzo 1998.
``Tuttavia - ha concluso il vicepresidente dell`Ance - il mondo bancario mostra purtroppo ancora scarsa attenzione nei confronti delle costruzioni, e si conferma incapace di valutare con competenza le operazioni di sviluppo immobiliare. Si tratta di un limite che va superato, per consentire al settore di continuare a crescere``.
Fonte Ance
In allegato gli interventi del presidente Claudio De Albertis e del vicepresidente Claudio Sette e il testo integrale dell’Osservatorio congiunturale Ance
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