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> ALTROEdilizia residenziale pubblica nei programmi politici17/11/2005 - Pochi giorni fa il presidente del Consiglio ha annunciato l’intenzione del governo di predisporre un piano quinquennale per dare la casa a tutte le persone sotto sfratto. Annuncio replicato poi dal piano esposto dal consigliere economico di Palazzo Chigi Renato Brunetta, in due interviste rilasciate a Il Messaggero e al Sole 24ore, che prevedrebbe la vendita a prezzi simbolici delle case popolari attualmente abitate da 500mila inquilini. Favorevole Confedilizia, da sempre accanita sostenitrice della vendita delle case popolari. Il Presidente della confederazione Corrado Sforza Fogliani ha dichiarato: "Il Piano Brunetta va nella giusta direzione e, in particolare, nel senso sempre auspicato dalla Confedilizia: l’edilizia residenziale pubblica ha infatti dimostrato, in Italia, di non funzionare, creando solo isole di privilegio, di clientelismo, di spreco. Il capitale riveniente dalle case popolari deve essere affidato a onlus indipendenti che utilizzino i fondi per buoni affitto liberamente spendibili sul mercato. Se venisse usato per nuove costruzioni, non si farebbe altro che ricreare il problema non appena risolto. Finalmente è venuta da Brunetta un’idea nuova e veramente liberale. E’ solo facile prevedere che si scontrerà subito con la logica della neghittosità e quindi del mantenimento dello status quo in funzione del mantenimento dei privilegi, non solo a livello di inquilini, che esso comporta." Mentre Federcasa, la federazione italiana per la casa, che associa tutti gli ex-Iacp oggi diversamente nominati (114 enti che gestiscono un patrimonio di oltre 850 mila alloggi) commenta il recente dibattito così: "Il Governo non può più disporre del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, in quanto, tale patrimonio, di proprietà degli Iacp (ora variamente denominati a seconda delle Regioni) e dei Comuni, ricade sotto la competenza esclusiva delle Regioni, in base alla legge 3 del 2001 di modifica del Titolo V della Costituzione".
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