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> LAVORI PUBBLICI"Pon" trasporti, decollano le opere di collegamento16/05/2005 - 11/05/2005
I risultati del Piano operativo nazionale dei trasporti (Pon) 2000-2006 nel convegno oggi a Roma
Grandi opere al Sud ferme al palo
Impegnati 3,5 miliardi per integrare le infrastrutture esistenti
Se le grandi opere al Sud restano al palo, quelle piu` piccole mettono le ali. Come nel caso dei circa 200 progetti previsti nel Piano operativo nazionale (Pon) trasporti 2000-2006, il programma di investimenti cofinanziato dall`Unione europea per potenziare le infrastrutture per la mobilita` nelle regioni meridionali. Finora ne sono stati avviati circa 150, 24 dei quali sono gia` stati terminati e 26 sono in fase di avvio nei prossimi 12 mesi. Cosi` della dote iniziale pari a 4,5 miliardi, circa l`80%, in soldoni 3,5 miliardi di euro, sono gia` stati impegnati per interventi non faraonici ma funzionali a creare piu` integrazione tra le infrastrutture che gia` esistono nel Mezzogiorno. In questa direzione vanno per esempio i lavori per velocizzare le rete ferroviaria siciliana e calabrese. O quelli per mettere in sicurezza il tratto pugliese della ferrovia Bologna-Bari e ancora per adeguare le infrastrutture aeroportuali con i sistemi di rilevazione telematica del traffico merci tra gli scali del Sud Italia.
Dei risultati del Pon trasporti se ne discute oggi a Roma in un convegno organizzato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti cui partecipa il ministro competente Pietro Lunardi.
Ma i dettagli sulle opere realizzate e sui lavori in corso sono stati anticipati ieri dal direttore generale per la programmazione e i programmi europei del dicastero di Porta Pia, Pietrantonio Isola, che ha ricordato come dei 24 interventi che hanno raggiunto gia` la conclusione, «uno e` relativo all`attivita` delle Ferrovie, tre riguardano l`Enav, l`ente per l`assistenza al volo, sei le autorita` portuali e 14 l`Enac (Ente nazionale per l`aviazione civile). Mentre per i porti le infrastrutture create riguardano in massima parte la creazione del sistema di controllo radar sul movimento navale, per gli aeroporti ha ricordato Isola «ci si e` mossi sia sull`adeguamento delle piste sia sullo sviluppo delle strutture aeroportuali, come nel caso di Catania e di Cagliari. Sono molte altre, pero`, le iniziative che hanno potuto beneficiare dei fondi europei gia` decollate. Come il sistema di controllo del tratto pugliese della ferrovia Bologna-Bari, o ancora gli interventi per rendere piu` veloci i treni della Sardegna (per il quale sono disponibili 60 milioni di euro) e ancora i 60 milioni per avviare le opere per razionalizzare le linee ferroviarie siciliane e calabresi. Oltre ai 200 milioni per connettere l`alta velocita` tra Roma e Napoli con i nodi ferroviari urbani e l`allacciamento via ferro della citta` di Bari con il suo aeroporto.
Il massiccio utilizzo delle risorse comunitarie sui binari non e` casuale: Bruxelles ha chiesto di vincolare il 60% delle risorse alle opere ferroviarie. Non manca, pero`, l`attenzione alle strade. Quelle interessate sono, in particolare, alcuni lotti della Salerno-Reggio Calabria e la statale Jonica. «Non pezzi a caso, ma privilegiando quelle tratte che creino la maggior continuita` possibile nelle due arterie», ha sottolineato Isola, secondo cui il Pon trasporti «non potra` certo risolvere completamente tutti i problemi di mobilita` del Mezzogiorno, ma ha gia` raggiunto l`obiettivo di avviare con una certa celerita` i lavori e di portarli avanti rapidamente».
Insomma, niente piu` cattedrali nel deserto o posa della prima pietra quale unico atto di costruzione. Un risultato ottenuto grazie alla rigidita` delle procedure comunitarie. Per costruire le opere, infatti, i fondi sono anticipati dalle leggi di settore e dal fondo di rotazione ex legge 183/87, e solo dopo un`approfondita valutazione l`Ue rimborsa quanto investito. Chi sbaglia insomma rischia il definanziamento. Per ora i progetti del Pon dormono sonni tranquilli.
Al 31 marzo scorso Bruxelles aveva certificato e dunque considerato rimborsabili 1,2 miliardi di euro di lavori e altri 700 milioni stanno per passare l`esame dell`Ue a pieni voti.
Filippo Caleri
Italia Oggi
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