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Per i general contractor, obbligo di qualificazione

08/06/2005 - Per le grandi imprese obbligatoria l`iscrizione al sistema di qualificazione ministeriale Dal 19 agosto niente gare senza Albo Pronte le istruzioni alle grandi imprese di costruzioni per i documenti necessari a partecipare agli appalti. Sta per essere firmato infatti dal ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, il decreto sulla qualificazione. Dal 19 agosto per partecipare agli appalti per i general contractor (l`impresa che finanzia, progetta e realizza chiavi in mano le infrastrutture) sara` obbligatorio essere qualificati: aver superato cioe` un esame, svolto proprio dal ministero sul fatturato, i bilanci e l`organico (tecnico e di vertice, in particolare). Il decreto in arrivo contiene le prime indicazioni sui documenti da far esaminare. L`ipotesi di far svolgere le verifiche ai privati (e in particolare alle Soa, le societa` organismo di attestazione che gia` qualificano le imprese tradizionali), ora le verifiche verranno affidate alla struttura tecnica di missione di Porta Pia guidata da Giuseppe Calcerano. Di fatto l`esame per gli aspiranti general contractor sara` abbastanza morbido. Soprattutto per chi ha gia` in mano l`attestato Soa, obbligatorio per gli appalti tradizionali dal 2001 e posseduto di fatto da tutte le imprese, soprattutto dalle grandi. Con l`attestato Soa si potranno saltare alcuni controlli: in particolare quello sui requisiti generali (morali e professionali) e quelli sui lavori eseguiti. In altre parole, le imprese non dovranno piu` dimostrare di rispondere a una serie di parametri: tra questi, ad esempio, quelli sull`assenza di condanne e di patteggiamento a carico dei soci o dei dirigenti di vertice per reati che incidono sull`affidabilita` morale oppure l`inesistenza di violazioni alle norme fiscali, contributive o per la sicurezza sul lavoro. A concedere la possibilita` di saltare questo passaggio era gia` il decreto di attuazione della legge obiettivo (Dlgs 190/2002) e ora dunque il provvedimento ministeriale si limita a dare attuazione a questa norma. Questo meccanismo potrebbe presentare qualche rischio soprattutto se visto insieme con l`altra norma del decreto 190 che consente alle amministrazioni di scegliere se chiedere o no la dimostrazione dei requisiti generali a tutti i partecipanti alle gare. Se infatti le stazioni appaltanti dovessero decidere di saltare questi controlli (obbligatori solo per il vincitore) si arriverebbe al paradosso di imprese non piu` verificate: l`attestato Soa infatti, che prevede il controllo dei requisiti generali, e` valido per cinque anni e in questo lasso di tempo quindi, nonostante l`impresa possa incappare in varie condanne e in gravi crisi economiche la Pubblica amministrazione non avrebbe modo di accertarsene. Restano invece da depositare i bilanci consolidati degli ultimi tre anni. In questo caso va verificato se il rapporto tra patrimonio netto e la cifra d`affari annuale media in lavori e` pari o superiore al 10 per cento. In caso contrario va ridotta la cifra d`affari e quindi il general contractor rischia di scivolare piu` in basso come classifica d`iscrizione. Da segnalare che il decreto chiede bilanci accompagnati da una nota di una societa` di revisione o di un commercialista che attestino il rispetto del requisito. In questo modo il controllo dei ministero dovrebbe ridursi a una semplice ``spunta`` di carte. L`esperienza e la professionalita` dei responsabili di cantiere e di progetto si possono autocertificare; l`unico documento richiesto in originale e` il titolo di studio dei direttori tecnici. Le domande di qualificazione redatte su un modello unico allegato al Dm vanno inviate, per raccomandata, al ministero. Dalla data di ricevimento della lettera scattano i 90 giorni concessi all`ufficio pubblico per completare l`istruttoria e rilasciare la qualificazione. Se il responsabile del procedimento trova carenze nei documenti inviati puo` chiedere integrazioni: in questo caso il conteggio decorre dal ricevimento della seconda busta. Contro le decisioni dei tecnici del ministero e` possibile il ricorso amministrativo entro trenta giorni. A decidere sara` una apposita Commissione ministeriale. Valeria Uva