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> LAVORI PUBBLICIBuzzetti, per lo sviluppo liberalizzare la gestione d’impresa20/01/2007 - Intervista a Paolo Buzzetti, presidente Ance
«Troppa carta, cantieri frenati»
«Dodici anni per avere il ritorno di un investimento nel settore privato e 5-6 anni nel settore pubblico e` una situazione insostenibile per l`impresa. Se il Governo pensa che sia davvero utile il contributo del settore delle costruzioni alla crescita del Pil nazionale, come e` stato negli ultimi anni, deve velocizzare, semplificare, snellire». Il presidente dell`Ance, Paolo Buzzetti, lancia al Governo il segnale di una «nuova strategia» che il mondo delle costruzioni intende perseguire.
Dov`e` la novita`, ingegner Buzzetti?
A frenare la crescita e il consolidamento delle nostre imprese in uno scenario che si va facendo sempre piu` concorrenziale e` stata la montagna di carta e di burocrazia cui ci costringono le norme e le procedure. Lo abbiamo gia` detto: nelle nostre aziende pesano sempre piu` gli uffici legali e amministrativi, mentre noi vogliamo tornare alla centralita` del cantiere. Noi siamo pronti a raccogliere la sfida di cui il Paese ha bisogno: occorre accelerare le tante opere medie e piccole necessarie sul versante pubblico e sul versante privato per rendere il territorio piu` competitivo e capace di attrarre investimenti.
Che cosa lamentate?
Faccio un esempio. Una volta ci volevano dieci anni per avere il certificato di abitabilita`. Oggi i sindaci promettono di darlo in tempo reale e in effetti hanno sveltito molto, ma poi gli uffici ci chiedono una valanga di documenti che richiedono otto-dieci mesi. Questo non va bene, e` una concezione vecchia, che andava bene trenta anni fa. I controlli e le autorizzazioni devono avvenire in tempo reale, l`amministrazione deve responsabilizzarsi. La stessa cosa vale nei lavori pubblici dove si continuano a stratificare norme su norme. A noi va bene di essere responsabili dell`organizzazione del cantiere, subappalti compresi, ma dobbiamo avere una liberalizzazione totale della gestione d`impresa.
Che cosa chiedete al Governo?
Proponiamo un patto: al centro ci deve essere proprio la possibilita` per le imprese di organizzare liberamente i fattori della produzione.
Ma non e` che la riduzione dei controlli fa crescere l`evasione fiscale e gli incidenti sul lavoro?
La lotta all`evasione fiscale e` sacrosanta, ma non si fa moltiplicando i controlli. Bisogna puntare sulla premialita` per chi e` in regola. Quanto alla sicurezza, siamo stati noi a inventare il Durc che ora viene esteso ad altri settori come strumento di trasparenza. Anche qui sono giusti i controlli, ma se arrivano all`obiettivo. Stiamo anche lanciando una campagna finalizzata ad accrescere la sensibilita` individuale a ogni aspetto della sicurezza, dagli incidenti sul lavoro a quelli in strada a quelli in casa. Abbiamo una percezione individuale della sicurezza piu` bassa degli altri Paesi europei.
Dove vuole arrivare la vostra strategia? Dove porta?
Bisogna accelerare gli investimenti per rendere il territorio piu` attrattivo. Penso al turismo, soprattutto a quello culturale. Se ci impieghiamo anni per fare la ristrutturazione di un albergo, siamo fuori mercato. E poi penso alle citta`. Noto che a Caserta non se ne e` parlato.
Scomparse dall`orizzonte del Governo.
Dovremmo accelerare, invece, la riqualificazione delle nostre citta`, unendo la qualita` architettonica all`efficienza degli edifici. Per far questo si dovrebbe demolire e ricostruire. Oggi e` possibile solo se e` pericolante, non se e` orribile.
Il Governo scommette sul risparmio energetico e sulla bioedilizia. E` una prospettiva per il futuro?
L`idea va bene, il modo in cui si attua no. Si puo` chiedere alle imprese di ottenere un certo risultato, ma non con quale impianto fotovoltaico devo raggiungerlo. Spetta all`impresa decidere come arrivare a quel risultato.
Delle grandi opere che pensa?
Anche qui una constatazione. Si era detto che la Salerno-Reggio Calabria andava a rilento perche` c`era una frammentazione di lotti. Con i megalotti non si e` visto nessun progresso, a conferma che si e` esagerato con l`accorpamento.
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