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Fondi immobiliari, patrimonio raddoppiato nel 2004

20/05/2005 - Se ne e` discusso ieri a Roma durante un workshop promosso dall`Ance. Nel 2004 patrimonio a 8 mld di Euro Fondi immobiliari, e` boom in Italia De Albertis: processo virtuoso ma attenzione a quelli ad apporto Boom dei fondi immobiliari in Italia. Con una raccolta superiore agli 8 miliardi di euro nel 2004, quasi il doppio rispetto all`anno precedente, i fondi immobiliari stanno ottenendo un successo crescente tra i risparmiatori, fatto che allinea l`Italia agli altri paesi dell`Ue. Non si investe piu` solo a Roma e Milano: a sorpresa il 10,3% delle operazioni e` concentrato al Sud e alle Isole (nel 2003 era appena il 2,7%), mentre il Nordovest resta l`area di maggior concentrazione con il 40,2% del patrimonio complessivo investito (43,9% nel 2003). Nel Centro Italia il 37,3%, nel Nordest il 10,2%, mentre solo un 2% e` rappresentato da capitale proveniente dall`estero. Un mercato in espansione, caratterizzato da cambiamenti nelle strategie degli investitori, con prodotti differenziati a seconda della tipologia di investimento. Se ne e` discusso ieri a Roma, in occasione del workshop «Fondi immobiliari: il punto sulle strategie d`investimento», promosso dall`Associazione nazionale costruttori edili e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente dell`Ance, Claudio De Albertis, del vicepresidente, Claudio Sette, del docente dell`area finanza aziendale e immobiliare della Sda Bocconi, Armando Borghi, e dei rappresentanti delle societa` specializzate in fondi immobiliari: Michele Cibrario (Bnl Fondi immobiliari), Paolo Berlanda (a.d. Beni stabili gestioni sgr), Gerardo Solaro Del Borgo (Deutsche bank Fondi immobiliari), Edovige Catitti (Aareal bank), Claudio Vassani (Banca Esperia). «Al 31 dicembre scorso», ha commentato Berlanda, «il patrimonio complessivo dei fondi ha superato quota 8 miliardi, mentre nel 2003 era di 4,4 miliardi. Gli investimenti immobiliari sono aumentati nel secondo semestre del 2004 da 5,5 a 10,4 miliardi, costituendo l`85% del patrimonio dei fondi». Attualmente il mercato e` rappresentato per il 64% dai fondi retail e per il 36% da quelli riservati. Accanto ai fondi ordinari e a quelli ad apporto pubblico sono arrivati anche alcuni fondi ad apporto privato. Mentre iniziano a farsi strada i fondi immobiliari riservati, rivolti a investitori qualificati. «I fondi riservati», ha spie- gato Vassam, «offrono una maggiore elasticita` operativa rispetto a un fondo tradizionale. L`obiettivo e` quello di valorizzare e sviluppare grandi patrimoni, avere un continuo aggiornamento del valore dell`attivo investito, stringere alleanze con altri investitori e compartecipare a grandi operazioni. Dal punto di vista fiscale non hanno tassazione sui redditi e sulle plusvalenze in capo ai fondi. Inoltre, godono di un`imposta di registro fissa, di una ritenuta del 12,5% su proventi distribuiti e plusvalenze realizzate e del reinvestimento al lordo dei proventi realizzati». A fine 2004 gli otto fondi dedicati agli investitori istituzionali si sono affermati con circa 3 miliardi di patrimonio, pari a un terzo del mercato dei fondi. Nel 2003 questo settore era costituito solo da tre fondi riservati, con una quota di mercato del 18%. Sulle scelte di investimento sono ancora gli uffici ad avere la meglio. Ben tre quarti del patrimonio raccolto e` investito in questo comparto. In crescita il settore industriale, che negli ultimi 12 mesi ha visto aumentare la propria quota di impieghi (433 milioni investiti nel 2004, contro i 37 milioni investiti nel 2003). La preoccupazione dei costruttori edili e` sulle nuove forme di fondi che rischiano di non portare piu` benefici allo sviluppo del settore immobiliare. «Consideriamo virtuoso il processo dei fondi immobiliari ordinari», ha dichiarato il presidente dell`Ance De Albertis, «con investitori istituzionali che raccolgono il risparmio e lo reinvestono acquistando sul mercato le operazioni immobiliari di eccellenza, che rendono possibile il conseguimento dei rendimenti in linea con il mercato. Non siamo invece convinti dei fondi immobiliari ad apporto in conflitto d`interesse, resi possibili da una recente norma. Si tratta di un prodotto che puo` rivelarsi pericoloso e minacciare lo sviluppo del mercato dei fondi. Questo strumento finanziario non ha i connotati virtuosi dei fondi ordinari, perche` e` finalizzato esclusivamente alla valorizzazione di asset immobiliari gia` in possesso della societa` che compie l`apporto»