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> MERCATO E IMPRESAAffitti sostenibili: la proposta dell’Ance16/05/2005 - 11/10/2004
La scarsa quantita` di abitazioni destinate alla locazione, che peraltro si va ulteriormente riducendo di anno in anno, penalizza pesantemente anche le fasce sociali ``medio-basse``, il cui reddito annuo e` troppo alto per consentire l`accesso all`edilizia sociale ma non e` sufficiente per sostenere i prezzi degli affitti sul libero mercato.
La proposta elaborata dall`Ance, presentata alla stampa il 29/9/04, e` finalizzata a garantire a questa fascia di popolazione, grazie all`impegno congiunto delle imprese di costruzione e della pubblica amministrazione (governo centrale e/o locale), alloggi in affitto a canone ``sostenibile``.
La proposta Ance prevede la realizzazione di programmi misti che contemplino la costruzione di alloggi da destinare per il 60% alla vendita immediata a prezzi convenzionati e per il 40% all`affitto a canoni calmierati per un periodo predefinito di 15 anni per essere poi venduti.
Per raggiungere questo obiettivo l`impresa investe nell`operazione propri capitali. Capitali che, all`inizio della fase di gestione degli alloggi in affitto, resteranno per una quota immobilizzati assieme all`utile netto degli alloggi a vendita immediata, per tutto il periodo predefinito della locazione.
Questo si traduce per l`impresa in un rilevante impegno finanziario al quale si aggiunge l`indebitamento con il sistema bancario (mutuo).
L`intervento pubblico richiesto per la sostenibilita` di una simile operazione prevede la concessione di un prestito a tasso zero, limitato alla sola quota di abitazioni destinata all`affitto, pari al 30% del loro costo di realizzazione (le risorse pubbliche necessarie per la concessione del prestito dovranno essere previste attraverso l`istituzione di un fondo ad hoc nella legge finanziaria).
Questo prestito verra` restituito dall`impresa alla pubblica amministrazione al termine del periodo di affitto.
In alternativa al prestito, la pubblica amministrazione potra` decidere di intervenire nell`operazione attraverso un contributo mirato a ridurre il tasso di interesse relativo al mutuo acceso dall`impresa per finanziare la realizzazione dell`intervento con restituzione del capitale a fine del periodo di locazione. Ovviamente il contributo pubblico sara` limitato alla sola quota di mutuo relativa alle abitazioni destinate all`affitto.
Per risolvere il problema degli affitti e` necessario, secondo l`Ance, anche un intervento deciso sul fronte della fiscalita`.
Il sistema fiscale oggi in vigore in materia di affitti prevede che il reddito derivante dalla locazione di alloggi di proprieta` dei privati venga sommato al reddito complessivo: il che si traduce nel fatto che tale reddito viene tassato con l`aliquota Irpef piu` alta (marginale) del proprietario.
L`esito di questo regime e` di ridurre la propensione all`investimento in abitazioni da destinare all`affitto, di provocare l`evasione fiscale e di rendere poco trasparente il mercato italiano delle locazioni.
Per risolvere questo problema l`Ance propone di tassare separatamente con un`aliquota del 12,50% , per dieci anni, il reddito da locazione delle persone fisiche derivante da alloggi di nuova costruzione o che siano state oggetto di interventi di recupero ``pesanti`` finalizzati alla locazione.
Questa misura, stimolando gli investimenti in alloggi di nuova costruzione da destinare all`affitto risponde alle esigenze del mercato e determina in prospettiva una crescita del gettito complessivo per l`erario conseguente alla nuova produzione immobiliare.
In allegato e` disponibile il documento presentato alla stampa il 29/9/04
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