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Legno lamellare, norme Uni sui requisiti

30/05/2005 - Le Uni En 386 e 387 stabiliscono i requisiti minimi di produzione Legno lamellare, istruzioni per l`uso Il materiale, leggero ed ecosostenibile, trova sempre piu` spazio nelle strutture di grandi dimensioni Le strutture in legno lamellare vengono utilizzate nella copertura di ambienti di grandi dimensioni (palazzi dello sport, palestre, sale convegni ecc.), sia che si tratti di nuove realizzazioni che di ristrutturazioni, specialmente nei centri storici e in contesti significativi dal punto di vista paesaggistico per i quali e` richiesta la valutazione di impatto ambientale (Via). L`impiego del legno e` spesso collegato anche agli esempi di bioedilizia, allorche` si prendano in considerazione la soddisfazione delle condizioni per il risparmio energetico e la sostenibilita` dello sviluppo. Il legno lamellare viene talvolta scelto in alternativa al legno massiccio anche per le caratteristiche di omogeneita` e resistenza superiore alla tradizionale struttura lignea e per il minore scarto di materiale che comporta. Gli alberi adatti sotto l`aspetto delle caratteristi che fisico-meccaniche, dell`attitudine all`incollaggio e della durabilita` sono: abete rosso, abete bianco, larice e pino silvestre. Le norme affrontano i temi connessi alla produzione di giunti a dita a tutta sezione, che sono giunti a dita attraversanti l`intera sezione trasversale di un elemento strutturale di legno lamellare incollato anche con elementi angolari di legno impiallacciato lamellare o di legno compensato. In esse vengono riportati i requisiti per garantire la produzione di un incollaggio affidabile e durevole, in modo che i giunti a dita a tutta sezione possano essere utilizzati nelle strutture di legno. La produzione dei giunti a dita a tutta sezione avviene in fabbrica al fine di assicurare un prodotto stabile e affidabile. Il legno lamellare incollato e il legno impiallacciato lamellare devono essere realizzati con legno di conifere e di pioppo. Le caratteristiche delle strutture in legno lamellare sono: leggerezza rispetto a quelle in cemento armato e in acciaio (peso specifico inferiore ai 500 kg/m contro i 2.300-2.500 del cemento armato e i 7.800 dell`acciaio); efficienza prestazionale (rapporto tra il modulo di elasticita` e resistenza); limiti dimensionali derivanti dai mezzi di trasporto; affidabilita` derivante dal fatto che il processo produttivo segue una prassi normata e continuamente monitorata a garanzia di un prodotto dalle prestazioni definite e certificate; potenzialita` innovativa per gli aspetti connessi alla lavorazione, all`assemblaggio e alla giunzione degli elementi; gradevolezza di aspetto per la sua naturalezza e compattezza; curvabilita` (le lamelle possono avere una curvatura pari a 200 volte lo spessore delle lamelle stesse); lavorabilita` (puo` essere agevolmente forato, tagliato, fresato e piallato); economicita` dal fatto che il ciclo di produzione ottimizza l`uso di una risorsa naturale, il legno, negli elementi altrimenti non utilizzabili e dalla assemblabilita` a secco con conseguenti economie di posa in opera e pulizia del cantiere; ecosostenibilita` (basso consumo energetico in fase di produzione e nella vita utile della struttura, igienicita`, biodegradabilita` e riciclabilita`). Le norme alle quali si e` fatto ricorso anche in Italia prima della recente pubblicazione delle Uni En sono le Din 1052 che suddividono il legno in due categorie, non fissando la lunghezza minima delle lamelle, limitandone pero` lo spessore e la sezione trasversale. Per realizzare elementi strutturali di lunghezza superiore a quella della singola tavola sono necessari giunzioni di testa. Le giunzioni trasversali correnti fra le varie lamelle vengono effettuate con giunti detti a pettine o a dita e vengono opportunamente sfalsate al fine di non indebolire una stessa sezione trasversale o una zona dell`elemento strutturale. Questo tipo di giunto che una volta realizzata l`unione e` autoserrante, consente di ottenere un`ampia superficie di incollaggio e comporta bassi sfridi rispetto ad altri tipi di giunzioni quale ad esempio il bisello, detto anche a becco di flauto. Successivamente alla fresatura si ha l`incollaggio di testa delle tavole, effettuato da apposite macchine che applicano forze di compressione variabili in relazione alla lunghezza dei denti dei giunti. Le colle e le operazioni di incollaggio costituiscono una fra le operazioni piu` importanti e delicate dal punto di vista operativo e tecnologico. Gli incollanti devono instaurare legami intermolecolari fra la colla stessa e le sostanze che costituiscono il legno, cioe` le fibre di cellulosa e lignina, in modo da garantire, nel piano di incollaggio, lo stesso legame della corrispondente essenza legnosa. Pier Luigi Maffei Il Sole 24 Ore - Edilizia e Territorio