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Codice Ambiente, deciderà la Consulta

17/06/2006 - Il ministro Pecoraro Scanio ha illustrato ieri in commissione le linee guida del Governo Eco-codice, spazio alla Consulta Per la delega sara` decisiva l`adunanza del 21 giugno - Piu` risorse contro il dissesto idrogeologico Rimettere l`attuazione del protocollo di Kyoto e la pianificazione al centro della politica ambientale. Destinare le risorse disponibili prioritariamente ai parchi «che creano occupazione, ma non sono una spa e hanno bisogno di sostegno» e agli interventi di difesa del suolo contro il dissesto idrogeologico, «la vera grande opera nazionale». Approvare una legge quadro di tutela del territorio «di origine parlamentare e non governativa». Incentivare il fotovoltaico e le energie rinnovabili. Spingere le Regioni a varare piani di qualita` dell`aria «che vadano oltre le misure di emergenza come il blocco delle auto». Tornare ai principi fondamentali della legge sull`elettrosmog modificando radicalmente i decreti attuativi varati nella scorsa legislatura. E ancora, sui rifiuti, «non considerare automatiche» le proroghe delle gestioni commissariali per le Regioni del Sud, legando alla prossima eventuale proroga anche un piano di rientro dall`emergenza. E sulla delega ambientale, «aspettiamo di vedere cosa decide la Corte costituzionale il 21 giugno». Cosi` il ministro dell`Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha esposto ieri alla commissione Ambiente del Senato le linee guida del suo programma, che il presidente della commissione, Tommaso Sodano, ha definito «un passaggio positivo», mentre l`opposizione con Mauro Libe` (Udc) ha parlato di «libro dei sogni». Un intervento a 360 gradi, che non ha trascurato nessuna delle competenze del Ministero e ha annunciato anzi la volonta` di allargarle alla tutela del mare, rafforzando, per esempio, le competenze sulle riserve marine. Pecoraro ha annunciato una svolta e ha promesso la ripresa di un dialogo costante con le Regioni e gli enti locali, ma anche attenzione alle regole Ue. Per evitare «il rischio di multe di milioni di euro», da non sottovalutare da parte di enti pubblici e imprese. «Quando ha avvertito Pecoraro ci troveremo di fronte al pagamento delle multe, non e` che le paghera` soltanto lo Stato senza che siano coinvolte le Regioni, gli enti locali o gli imprenditori che, per esempio, provocano le emissioni di C02». L`aderenza alle norme europee e` quindi il miglior modo per rientrare dal contenzioso con la Ue ed evitare situazioni di rischio. Sulla legge delega, il ministro ha ricordato tutte le «irregolarita`» procedurali con cui il Dlgs 152/2006 e` stato approvato. E anche quelle che, a suo avviso, sono le violazioni di normative Ue. Confermata la volonta` di sospendere i decreti attuativi non registrati dalla Corte dei conti, suscitando la risposta polemica dell`ex ministro Altero Matteoli, secondo cui non c`e` bisogno di visto della Corte dei conti. Sembra sfumata, comunque, l`ipotesi di un decreto legge di sospensione delle norme ormai vigenti (anche per la contrarieta` del Presidente della Repubblica a firmare decreti legge di controriforma delle leggi del governo Berlusconi). La Commissione Turroni lavora, invece, a un riordino articolo per articolo mediante lo strumento del decreto legislativo correttivo previsto dalla stessa delega. Sempre che non ci pensi la Consulta a definire illegittimo l`intero decreto legislativo: cosa che Pecoraro non dice, ma spera. Quanto alla pianificazione, diventera` una vera e propria strategia del ministero. Gli intenti sono ambiziosi: dalla valutazione strategica al piano nazionale delle emissioni, dal piano energetico («come si fa a decidere quanti rigassificatori servono senza un piano energetico?») al piano di tutela delle acque. Solo per fare qualche esempio. Sul protocollo di Kyoto e` tornato anche il diessino Edo Ronchi che ha prospettato l`ipotesi di una delibera Cipe per ridefinire il quadro degli interventi. «Occorre - ha detto Ronchi - che le politiche per l`attuazione del Protocollo di Kyoto vengano riprecisate con una nuova delibera del Cipe, indicando le misure programmate per il rientro negli obiettivi del Protocollo»